22 Jun 2010

Nell’era dell’informazione, come sono gestite le vostre informazioni?

C’è un interessante paradosso generato dalle tecnologie che costituiscono il web sociale:  se da una parte gli utenti dicono fin troppo di se stessi sulla rete dall’altra le aziende lo fanno troppo poco.

Naturalmente ci sono una serie di spiegazioni legate ai timori, giustificabili, dei manager nell’esporsi sul web, paure che ho provato a esorcizzare attraverso la divulgazione con questo blog e tramite uno dei miei ultimi e-book

Tuttavia io vedo anche un altro aspetto, molto concreto e per questo mai trattato da chi discetta dei massimi sistemi: l’informazione in azienda è realmente disponibile a tutti e facile da gestire?

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Gianluigi Zarantonello
, Member of ADVBOUCLE Marketing Consultants Network 

22 Jun 2010

Parrucchiere e social media: un caso di successo low cost

La cosa bella dei social media è che costano pochissimo (praticamente solo il tempo che vi si dedica) e che sono potenzialmente adatti a qualunque azienda, anche alla più piccola.

Vediamo come questo salone di parrucchiere di Seattle, Emerson, usa la rete e i social media. Innanzitutto, c'è un blog che funziona come "vetrina"; ogni "stylist" ha il suo profilo descrittivo che rivela la sua esperienza, talento e personalità. Ovviamente c'è una pagina Facebook con oltre 1000 fan, un profilo Twitter e uno Yelp (sito di recensioni).

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Cristina Mariani, Member of ADVBOUCLE Marketing Consultants Network

 

22 Jun 2010

ROI NEL SOCIAL MEDIA

Qualche giorno fa mi sono trovata a leggere questo articolo, che mi e’ “passato davanti” su Twitter.

Quando si parla con un cliente (o potenziale tale) di Social Media, la prima cosa che il cliente pensa e’ “un’altra perdita di tempo”, e visto che “il tempo e’ denaro”, si informa, immancabilmente, sul ROI che puo’ avere da una campagna sui Social Media.

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Elena Franco, Team Manager BuzzTrainers®

 

25 May 2010

Elena Franco su Glamour a parlare di Social Network e Geolocalizzazione

"Sull'utilita' di Foursquare potrei scrivere interi articoli, considerato che ormai lo utilizzo anche per lavoro (non sono l'unica "nomade" tra i colleghi), e lo trovo piu' che utile per sapere se posso disturbare qualcuno o no, per avere tempistiche di massima quando aspetto qualcuno da qualche parte, per comunicare che mi vado a bere un caffe' nell'attesa di qualcuno per un appuntamento..."

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18 May 2010

Corporate social sharing: la comunicazione interna ai tempi del web 2.0

C’è un aspetto che credo sia spesso trascurato nelle organizzazioni italiane di tutte le dimensioni, la comunicazione interna e in generale la circolazione delle informazioni all’interno dell’azienda.
La mia ovviamente è una brutale generalizzazione, tuttavia credo che la sensibilità su questi temi non sia altissima, soprattutto vedendo la rarità con cui vengono trattati ad alto livello.

La cosa diventa ancora più vera quando ci spostiamo sul terreno dei software collaborativi, quell’Enterprise 2.0 di cui mi sono già occupato per sottolineare come se le persone non sono pronte a livello di mentalità ogni strumento sia inutile.

Siccome sapete che mi piace essere molto concreto vorrei provare a proporre soluzioni e spunti nello spazio breve di un post, mentre per altre considerazioni sulle reti sociali e le aziende vi rimando a questo post.

Prima di tutto le persone per condividere delle informazioni devono avere una forma di gratificazione che le spinga a fare quello che altrimenti potrebbero ritenere un lavoro in più inutile, se non perfino una perdita di quel potere che deriva dalla convinzione di essere gli unici a sapere qualcosa.

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Gianluigi Zarantonello, Member of ADVBOUCLE's Marketing Consultants Network

 

4 May 2010

Strategia… no grazie!

E’ una cosa che mi fa divertire un sacco. Aziende strutturate, che investono milioni in analisi e ragionamenti complessi sul target quando arrivano sul web diventato improvvisamente libere da qualsiasi problema strategico.



L’imperativo diventa: facciamo qualcosa, rivolto a qualcuno e vediamo che cosa succede, perché dobbiamo esserci anche noi! Fantastico.
Non tutte le aziende arrivano nella realtà a mettere in pratica questo approccio e molte poi mettono a fuoco la situazione precisando meglio obiettivi, target e costi, la tentazione iniziale però è quasi sempre quella descritta.

Perché accade questo?

Il primo fattore, secondo me, sono le barriere all’ingresso nel web, che sono quasi nulle e comunque di fatto irrilevanti, in termini di paragone, per chi già faccia investimenti pubblicitari in altri mezzi.
A questo si lega la convinzione che la presenza su Internet sia gratuita, cosa che come sappiamo non è propriamente vera.

In secondo luogo c’è poca conoscenza del mezzo all’interno delle aziende, che si affidano in tutto e per tutto a dei professionisti esterni senza avere gli strumenti per valutare realmente il loro operato e senza riuscire a spiegare realmente gli obiettivi da raggiungere.

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Gianluigi Zarantonello, Member of ADVBOUCLE's Marketing Consultants Network

3 May 2010

Smettere di pensare a "noi" per capire (e lavorare meglio con) "loro"

Prendo spunto ancora una volta dal blog di Seth Godin, che oggi ci propone questa riflessione.

Il lettore MEDIO americano compra un libro l'anno; ma esistono persone che non comprano neanche un libro, e altri che (come lui) ne acquistano 400. Ci si interroga dunque sul significato di questo lettore medio, e soprattutto sulla composizione di questo insieme di lettori. E' chiaro che ha senso rivolgersi al lettore occasionale diversamente dal modo in cui ci si pone nei confronte di un lettore abituale e "vorace".

Nel dubbio, disaggregare (= segmentare). Per approfondimenti su cosa vuol dire segmentare, vedi cap. 1 del mio libro.

Eppure, se osservo la gran parte delle aziende, sono concentrare sul "noi" (la nostra offerta) piuttosto che sul "loro" (i clienti attuali o potenziali).

Colori

La cartina al tornasole: il sito aziendale.

Struttura tipica, per finestrelle:

  • Chi siamo
  • Cosa facciamo
  • Dove siamo

Invece che

  • Chi è il nostro cliente-tipo (oppure clienti-tipo; ad esempio: grossisti, distributori, dettaglianti)
  • Per ognuno di questi clienti: quali problemi risolviamo
  • In che modo li risolviamo

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28 Apr 2010

Usabilita' dei siti, dipende da come li guardi...

 

Un'occhiata a friendfeed è sempre ben posta soprattutto se segui professionisti come Mushin. Trovo una sua proposta riguardante un pezzo dedicato al layout delle pagine web.

In sintesi: "Jakob Nielsen sostiene che gli utenti passerebbero più tempo sulla parte sinistra della pagina che su quella destra."
Il post evidenzia critiche anche ben poste, io personalmente un po' ci credo se non altro per la direzione da cui partiamo a scrivere e leggere.

Condivido anche il commento di Roberto Bernazzani che riporto:

"Se i dati di Nielsen fossero corretti, chi si occupa di web advertising dovrebbe cominciare a rivedere la consuetudine di posizionare banner e annunci pubblicitari nella parte destra del layout.
Le critiche fatte nell’articolo sono però azzeccatissime, quindi forse non val la pena di fasciarsi la testa prima di essersela rotta…"

Io come detto un po' ci credo e con me google che non a caso posiziona l'organico a sx e l'advertising a dx. 

Dario Ferrigato, Consulente in marketing strategico, Senior Consultant di ADVBOUCLE Strategic Minds

23 Apr 2010

Come abilitare il vostro sito web al passaparola grazie a Facebook

"The web is at a really important turning point right now" ha sentenziato Mark Zuckerberg, Facebook's co-founder and CEO durante l'F8 Conference di San Francisco ...

Una frase sentita parecchie volte negli ultimi 10 anni... molte volte a sproposito...

Questa volta no, a mio avviso ha ragione, quella presentata da Facebook meno di 48 ore fa è veramente una novità in grado di cambiare il modo in cui noi sino ad oggi abbiamo pensato siti web e social network.

Grazie a Facebook Open Graph è possibile legare ai contenuti di un qualunque sito web le preferenze (i "like") e i commenti provenienti da Facebook...

Se visitate un sito web con Facebook Open Graph abilitato sarete in grado di lasciare delle tracce (commenti e preferenze) per i vostri amici (e solo per loro) su ogni contenuto.
Il vostro passaparola cambierà de facto la loro user-experience!

Pensate di entrare in uno store online di abbigliamento e di poter conoscere quali capi sono piaciuti ad un vostro amico/a quando l'ha visitato
Pensate di poter conoscere cosa ne pensa un vostro amico di un paio di jeans...mentre navigate su questo store...
...non è un pò come andarci insieme in quel negozio?
...solo che l'esperienza è asincrona, vissuta in momenti diversi e rivivibile da chiunque dei vostri contatti in futuro!

Ecco, a proposito, pensate al futuro, è un sogno o un incubo?...

...poi cliccate qui!

Consulente in marketing strategico, Partner ADVBOUCLE Strategic Minds 
10 Mar 2010

Brand management ai tempi del web 2.0

Scrivo di getto dopo la lettura di un articolo proposto su FriendFeed da Luigi Centenaro.

Si tratta di un contributo proveniente dal sito di Ninja Marketing dal titolo:

Ne parafraso un pezzo:

"Quindi, ricapitoliamo: la strategia per rispondere alle critiche NON DEVE:

  • Riempire il post di commenti, con vari nickname, difendendo la reputazione del marchio;
  • Per sicurezza, fare pressione al blog provider affinché oscuri la pagina;
  • Pubblicare una lettera aperta (dopo la censura), dal tono tra il bonario e l’offeso, per mettere le cose a posto una volta per tutte"
Vi rimando al pezzo veramente illuminate e mi limito a sottolineare un atteggiamento.

Le aziende devono "scendere" nelle conversazioni, confrontarsi apertamente con i clienti.
Il brand non è più solo nelle vs mani, vive dell'interazione tra i consumatori e li si plasma dei suoi valori più di quanto possa mai fare ogni associazione brand-testimonial.

Barricarsi, censurare, limitare...non serve anzi fa peggio!

In una informazione che circola ogni arginamento produce maggiori sconfinamenti.

Parliamo tanto ne parlano.

Dario Ferrigato,
Consulente in marketing strategico, Senior consultant di ADVBOUCLE Strategic Minds

ADVBOUCLE Strategic Minds

Siamo una società di consulenza in marketing strategico fatta di persone, esperte, conosciute e con un network di conoscenze straordinario cross-culturale e cross-settoriale.

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