8 Sep 2010

Costruirsi una social media identity, questione di pianificazione!

Quando si decide di affrontare la questione Social Media Strategy, spesso si pensa solo alla parte di Social Media Marketing, la più evidente e quella che dovrebbe portare più “conversioni” e quindi un maggiore ritorno economico.
Spesso però ci si dimentica che, soprattutto in ambito Social Media, è necessario costruire una propria Social Media Identity.

Bisogna infatti decidere non solo quali strumenti utilizzare tra i tantissimi disponibili, ma anche come utilizzarli.
Una traccia che può guidarci nel processo la fornisce Mattia Lissi, suggerendo, come prima cosa, di guardarsi intorno.
Insomma, farsi un’idea di come altri operatori del nostro settore utilizzino i Social Media, di dove potremmo trovare i nostri potenziali clienti e soprattutto di come potremmo noi fare meglio dei nostri concorrenti.

Leggi qui l'intero post.

Elena Franco, Team Manager BuzzTrainers

 

8 Sep 2010

Social media, progetti, fallimenti...

Capita che questo sia l'epilogo.

La storia: l'azienda si affaccia ai social media, formula progetti che non mantengo le aspettative riposte.

Non mi trovo in una fase depressiva da strumento social ma solamente rifletto stimolato dall'opportuna discussione posta da Matteo Borsacchi nel gruppo WOMMI Lab.

Perché falliscono i progetti sui social media? La precisa domanda che riprende il titolo di un bel post apparso sul blog del Tagliaerbe.

Vi riporto le cause di fallimento nella mia esperienza più frequenti, tra quelle individuate dal Brand Science Institute di Amburgo:
  • le aziende non hanno una chiara strategia riguardo i social media
  • paragonano le performance dei social media con quelle dei media tradizionali
  • pensano che i social media siano un media buy (qualcosa che si può semplicemente acquistare, come un banner pubblicitario)
  • non hanno idea di come gestire una forte reazione negativa proveniente dai social media
In termini pratici intraprendono i social media come quasi un dazio frutto della modernità tecnologica.
Allocano parte del budget di comunicazione per completezza nei media scelti, una sorta di diversificazione degli investimenti.
Nessuna strategia, valutazioni standard degli effetti e quindi giudizio negativo.

Ancor di più: approccio superficiale o per non volontà di approfondimento o per paura dello stesso.
Cioè o non si ha la volontà di capire o peggio quando la si ha si indietreggia di fronte alle difficoltà provenienti dal confronto.
Una superficialità per approccio o indotta che spesso è la causa degli insuccessi.

Dario Ferrigato, Consulente Senior ADVBOUCLE Strategic Minds

 

6 Jul 2010

AZIENDE E SOCIAL MEDIA: PERICOLO, SPESA O INVESTIMENTO?

Corre l’anno 2010, il mondo sta cambiando, ma talvolta sembra che le Aziende se ne rendano poco conto.
E cosi’ capita che, all’alba del 2010, in pieno “nuovo millennio”, si ricevano noiose telefonate a casa da parte di call center (sempre durante l’ora di cena), piuttosto che costosissime brochure inviate tramite posta convenzionale.

Insomma, soldi che le aziende spendono per raggiungerci, per farci sapere che esistono e che hanno prodotti da offrirci, ma che molto spesso portano a contattarci nei momenti e nei modi meno opportuni (state per chiudere per ferie quando vi arriva l’offerta, limitata nel tempo, di mobili per ufficio… e finisce diretta al macero).
Pensandoci bene, risulta chiaro che questo invio massivo di materiale cartaceo non e’ dannoso solo per l’ambiente (pensate a quanti alberi vengono abbattuti per stampare le suddette brochures), ma anche uno spreco di soldi (nessuno stampa gratis).

Ormai siamo pero’  talmente abituati a questo sistema di fare Marketing che forse non ci facciamo nemmeno piu’ caso.
Non ci fermiamo a pensare che, sui Social Network, persone ed aziende descrivono le loro vite.
Non ci fermiamo a riflettere sul fatto che, ascoltando, ed interagendo direttamente, riusciremmo (tutti) ad avere un migliore “timing“.

Leggi qui l'intero post.

Elena Franco, Team Manager BuzzTrainers®

22 Jun 2010

Parrucchiere e social media: un caso di successo low cost

La cosa bella dei social media è che costano pochissimo (praticamente solo il tempo che vi si dedica) e che sono potenzialmente adatti a qualunque azienda, anche alla più piccola.

Vediamo come questo salone di parrucchiere di Seattle, Emerson, usa la rete e i social media. Innanzitutto, c'è un blog che funziona come "vetrina"; ogni "stylist" ha il suo profilo descrittivo che rivela la sua esperienza, talento e personalità. Ovviamente c'è una pagina Facebook con oltre 1000 fan, un profilo Twitter e uno Yelp (sito di recensioni).

Leggi qui l'intero post.

Cristina Mariani, Member of ADVBOUCLE Marketing Consultants Network

 

22 Jun 2010

ROI NEL SOCIAL MEDIA

Qualche giorno fa mi sono trovata a leggere questo articolo, che mi e’ “passato davanti” su Twitter.

Quando si parla con un cliente (o potenziale tale) di Social Media, la prima cosa che il cliente pensa e’ “un’altra perdita di tempo”, e visto che “il tempo e’ denaro”, si informa, immancabilmente, sul ROI che puo’ avere da una campagna sui Social Media.

Leggi qui l'intero post.

Elena Franco, Team Manager BuzzTrainers®

 

23 Apr 2010

Come abilitare il vostro sito web al passaparola grazie a Facebook

"The web is at a really important turning point right now" ha sentenziato Mark Zuckerberg, Facebook's co-founder and CEO durante l'F8 Conference di San Francisco ...

Una frase sentita parecchie volte negli ultimi 10 anni... molte volte a sproposito...

Questa volta no, a mio avviso ha ragione, quella presentata da Facebook meno di 48 ore fa è veramente una novità in grado di cambiare il modo in cui noi sino ad oggi abbiamo pensato siti web e social network.

Grazie a Facebook Open Graph è possibile legare ai contenuti di un qualunque sito web le preferenze (i "like") e i commenti provenienti da Facebook...

Se visitate un sito web con Facebook Open Graph abilitato sarete in grado di lasciare delle tracce (commenti e preferenze) per i vostri amici (e solo per loro) su ogni contenuto.
Il vostro passaparola cambierà de facto la loro user-experience!

Pensate di entrare in uno store online di abbigliamento e di poter conoscere quali capi sono piaciuti ad un vostro amico/a quando l'ha visitato
Pensate di poter conoscere cosa ne pensa un vostro amico di un paio di jeans...mentre navigate su questo store...
...non è un pò come andarci insieme in quel negozio?
...solo che l'esperienza è asincrona, vissuta in momenti diversi e rivivibile da chiunque dei vostri contatti in futuro!

Ecco, a proposito, pensate al futuro, è un sogno o un incubo?...

...poi cliccate qui!

Consulente in marketing strategico, Partner ADVBOUCLE Strategic Minds 
19 Apr 2010

La presentazione di Lovati in Università Cattolica "Social Media: Nessun Canale, Conversazioni Spontanee tra Persone Reali"

       
Click here to download:
La_mia_presentazione_in_Univer.zip (1071 KB)

...qualche foto gentilmente scattata da @Elena dell'incontro di stamattina a Milano all'Università Cattolica.
Grazie a tutti i partecipanti, a Roberto Carcano di IAA (International Advertising Association), al Prof Noci del MIP-Politecnico di Milano e al Prof. Brioschi della Cattolica, per avermi invitato a fare lo speech.
...mi sono divertito ed è stato estremamente stimolante!
 
Ho parlato di come sia fondamentale non pensare al Buzz (conversazioni in rete) come ad un canale.
In realtà le conversazioni non si comprano, non si "pianificano" con il centro media, certo si posson stimolare, si possono influenzare...ma bisogna farlo partecipando.

 

QUATTRO consigli:
 
1. Ascoltare prima di ogni altra cosa...
2. Concentrarsi su come tirar fuori dal Buzz (aka brusio, rumore, appunto) il "segnale" (quel che conta veramente) ancor PRIMA di capire come far rumore (BUZZ Marketing)...
3. Seguire le conversazioni in tempo reale
4. Partecipare, senza intermediari, in prima persona
 
Certo non è facile seguire questi consigli, ci vuole allenamento, ecco perchè la mia proposta è quella di "sporcarsi le mani" da subito, ma con un aiuto, un personal trainer, che sappia leggere e selezionare per te le conversazioni in rete, che lo faccia in tempo reale ogni giorno e possa avvisarti quando c'è qualcosa a cui val la pena prestare attenzione, dandoti le dritte giuste per partecipare.
 
Più che di software, di tools per monitorare, c'è bisogno di cultura, c'è bisogno di un aiuto...
 
Noi queste figure in ADVBOUCLE Strategic Minds le chiamiamo BuzzTrainers®.
 
I BuzzTrainers® sono esperti “nativi” del web 2.0, bloggers ed influencers in grado di rilevare, monitorare, analizzare e gestire le conversazioni online sui brand e sulla loro arena competitiva. Non sostituiscono l'impresa, l'agenzia, il software...etc. rendono i 4 consigli veramente usabili ;)
 
Ecco le mie slides:
 

 

12 Apr 2010

Twitter e Aziende. Cosa e' Bene, Cosa e' Male.

Prendo spunto da questo post di Massimo per dire la mia sull'argomento "Twitter & Aziende".

Di sicuro sono in aumento le aziende che pensano di utilizzare Twitter per il proprio Business, quello che mi lascia perplessa, al momento, e' il Metodo.

La maggior parte infatti vede Twitter come un "Canale", dove mostrare, a mo' di vetrina, i propri prodotti.
Per ottenere maggiore visibilita', cercano di farsi seguire dal maggior numero possibile di persone tramite 
Follow piu' o meno incondizionati di persone che hanno, a loro volta, tanti Followers.
E poi, i 
Twitt, sono semplici link a pagine di prodotto, comunicati stampa e cose analoghe.

Il problema piu' evidente?
Provate a fare una domanda 
@ uno di questi account...
Quanti vi rispondono? 
Ben pochi.

A questo punto, cosa me ne faccio di leggere le loro Pubblicita' su Twitter se tanto la loro Interazione e' prossima allo Zero Assoluto?
Nulla.

Sono relativamente pochi i casi di Aziende che effettivamente utilizzano Twitter anche per rispondere ai propri clienti/utenti.
Un caso di 
Eccellenza in questo settore e' sicuramente quello di @3italia.
In una decina di minuti rispondono.
Non male anche 
IdeaTre60, che proprio via Twitter mi ha confermato che il Social Innovation Camp
 del 6 Maggio iniziera' alle 9 del mattino.

Perche' Twitter e' fatto di Interazione.
E' un Canale, si', ma non Unidirezionale, per quello esistono i Comunicati Stampa.
Su Twitter e' necessario anche PartecipareAscoltare, e quindi Interagire.

E questo tipo di utilizzo si ripaga da solo, nel momento in cui la gente vedra' che la vostra presenza su Twitter e'Interattiva, i Follower arriveranno da soli, grazie al Passaparola, e soprattutto da parte di persone a cui il vostro prodotto o servizio interessa davvero.

Perche' questo non e' un mondo in cui contano solo i Numeri.
Avere 2500 follower e 1700 following non significa nulla.
Quello che conta e' il Rapporto che avete con queste persone.
Se li ignorate, anche loro ignoreranno voi.
Ma se li considerate, loro considereranno voi.

Elena Franco, Member of ADVBOUCLE Marketing Consultants

12 Apr 2010

IAB Seminar 2010: Social Media & Editoria Online

 

 


Giovedi' sono stata allo IAB Seminar, dove si e' parlato per tutta la mattina di Social Media & Editoria Online.

Un articolo completo sull'evento lo potete leggere anche su TagliaBlog (me lo sono segnato appena l'ho visto).

Gli interventi della prima parte della mattina, a cura di Layla Pavone (IAB), Brad Little (Nielsen BuzzMetrics) ed Enrico Pedemonte hanno voluto portare all'attenzione del "pubblico" il sempre maggiore "peso" che hanno iSocial Media rispetto alla buona vecchia Editoria Old-Style.

Insomma, la gente frequenta tantissimo i Social Network, soprattutto per Trovare InformazioniCondividere Contenuti ed Esperienze (Sharing), e per Intrattenimento.

Purtroppo si tende ancora (sigh...) a far passare due messaggi (secondo me sbagliati):

  1. Social Media sono Gratis (o comunque costano poco)
  2. Giornali sono minacciati.

Sul primo punto ci sarebbe tanto, troppo da discutere, ma basta guardare come le aziende sono use "gestire" il loro rapporto con la cosiddetta "gente di Internet" per capire che si sta sbagliando approccio e che, in effetti, dei costi ci sarebbero, se non altro per non fare brutali "cappellate".

Il secondo punto si basa sul fatto che i giornali tradizionali sono meno letti (a che serve se le informazioni me le passano via Twitter le persone che sono sul posto?), e che poche persone sono disposte a pagare i giornali online (e mi dovete qui spiegare perche' il Corriere dal portatile lo posso leggere gratis mentre da Cellulare devo pagare l'abbonamento).

Detto in altri termini, io sui Social Media non voglio trovare informazioni e basta.
Mi e' sufficiente una brochure per sapere le caratteristiche di un prodotto o servizio...
Vorrei pero' potermi confrontare con altri utenti a proposito di quel prodotto o servizio, e magari vedere che il produttore mi sta a sentire, idealmente partecipando alla discussione.
E considerazioni analoghe valgono per le Informazioni "standard" (= notizie).
Anche in quel caso, sapere che nel giorno X nel posto Y e' successa una cosa non mi basta piu', vorrei anche scambiare delle opinioni in merito (magari...).

Perche', anche se Brad Little non e' riuscito a dare una definizione "secca" di Social Media, se si torna a chiamarli come si dovrebbe, ovvero Social Network, quello che otteniamo sono Gruppi di Persone, che fanno Conversazione.
E le conversazioni non sono vetrine.
Non sono cose che si possono pagare.
Forse non sono neanche cose che si possono misurare secondo Metriche ben definite.
Sono Chiacchiere da Bar, con un Bar che e' diventato una Piazza, dove io posso passare da un Capannello ad un altro, seguire decine di conversazioni in contemporanea partecipando attivamente a tutte, e conoscere i dettagli di qualcosa pur non vivendolo direttamente, grazie alle testimonianze di quelli che la cosa la Vivono e Condividono le proprie esperienze ed i propri pensieri.

Ci sono possibilita' di Business in queste Conversazioni?
Si, perche' no?
E' sufficiente che le aziende se ne escano dal loro micro-cosmo, che accettino l'incontrollabilita' delleConversazioni e che accettino di mettersi in gioco.
Economico?
Non esattamente.
Come si calcola il ROI?
Sicuramente non a breve termine con una calcolatrice.

Ma se tutte queste persone si mettessero al posto dei loro utenti e clienti, avremmo un mondo migliore.

Elena Franco, Member of ADVBOUCLE Marketing Consultants

ADVBOUCLE Strategic Minds

Siamo una società di consulenza in marketing strategico fatta di persone, esperte, conosciute e con un network di conoscenze straordinario cross-culturale e cross-settoriale.

Company Profile

Aree di intervento:

Lancio di nuovi prodotti

Nuove strategie di crescita

Studio e sviluppo del Brand

Ingresso in nuovi mercati

Leads Tracker