Capita che questo sia l'epilogo.
La storia: l'azienda si affaccia ai social media, formula progetti che non mantengo le aspettative riposte.
Non mi trovo in una fase depressiva da strumento social ma solamente rifletto stimolato dall'opportuna discussione posta da Matteo Borsacchi nel gruppo WOMMI Lab.
Perché falliscono i progetti sui social media? La precisa domanda che riprende il titolo di un bel post apparso sul blog del Tagliaerbe.
Vi riporto le cause di fallimento nella mia esperienza più frequenti, tra quelle individuate dal Brand Science Institute di Amburgo:
- le aziende non hanno una chiara strategia riguardo i social media
- paragonano le performance dei social media con quelle dei media tradizionali
- pensano che i social media siano un media buy (qualcosa che si può semplicemente acquistare, come un banner pubblicitario)
- non hanno idea di come gestire una forte reazione negativa proveniente dai social media
In termini pratici intraprendono i social media come quasi un dazio frutto della modernità tecnologica.
Allocano parte del budget di comunicazione per completezza nei media scelti, una sorta di diversificazione degli investimenti.
Nessuna strategia, valutazioni standard degli effetti e quindi giudizio negativo.
Ancor di più: approccio superficiale o per non volontà di approfondimento o per paura dello stesso.
Cioè o non si ha la volontà di capire o peggio quando la si ha si indietreggia di fronte alle difficoltà provenienti dal confronto.
Una superficialità per approccio o indotta che spesso è la causa degli insuccessi.
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