Public Speaking, parliamone...

Scrivo a poche ore dalla mia partecipazione al 9° incontro Toastmasters tenutosi ieri presso lo IULM di Milano.
Mai partecipazione è stata più casuale: ricevo un invito via Facebook dall'amico Prof. Maurizio Goetz, che ovviamente ringrazio per l'opportunità.
Leggo al volo il tema Toastmasters - Public Speaking e lo inserisco nel mio calendario (mi dico magari curano la mia "logorrea").
Ieri sera arrivo lungo ma mi rendo conto che ho lo spazio per parteciparvi e ci vado.
Entro di conseguenza in ritardo nell'Aula Seminari e trovo una ricca platea con un eccellente oratore che da ampio sfoggio delle sue capacità.
In una atteggiamento un po' snob ascolto e intanto invio delle mail (reali urgenze figlie di telefonate ricevute minuti prima).
L'evoluzione dell'evento prende il sopravvento sulla mia attenzione che ora è concentrata alla partecipazione e al back-up con i miei immancabili appunti.
Non c'è nulla di unidirezionale, non c'è un atteggiamento da didattica classica: coinvolgono il pubblico.
Dopo consigli parte la Speking Session in cui due membri del Club, di differente livello di competenza, compiono degli speech.
Tra momenti "alti", imbarazzi, battute si concludono i due interventi ed inizia la vera interazione: Table Topic Master ovvero il Presidente Ivan Ottaviani propone di volta in volta aforismi che chiede di commentare a membri del pubblico occupando un min. Tralascio ogni riferimento ai miei 48sec di casuale/pietoso intervento.
Si chiudono i lavori con l'Evaluation Session in un clima non da esami bensì di volontà di miglioramento.
Tanti i punti di vista del giudizio: dai più semplici punti di forza e debolezza, alla evidenza di errori grammaticali, al citare i cosiddetti strascicamenti di vocale (ehmmm…, ah…) sino alla fondamentale gestione del tempo.
Vengo ai miei spunti.
In primis: che valore ha tutto ciò in chiave di marketing.
Credendo fermamente nell'inscindibilià della disciplina con la funzione commerciale,reputo evidente come ogni tecnica, momento di miglioramento della capacità di comunicare sia fondamentale per le sorti dei fatturati della imprese.
Stimolerei in eventi di re-branding, i manager a compiere sforzi in questa direzione: saper comunicare i nuovi valori è la chiave per la loro assimilazione all'interno dell'impresa.
In secondo luogo mi sento di consigliare la partecipazione in quanto originale nei modi di conduzione.
Vai ad un evento che, in un senso o nell'altro, non ti lascerà indifferente e poi comunque il focus sulla capacità di comunicare è determinante nella stessa esperienza di vita.
Chiudo con qualche concetto proposto che penso possa essere di utilità per tutti:
- fare e soprattutto gestire le pause. Parlando non si "affoga", non è necessario parlare di continuo, riflettere se è il caso stando zitti.
- dire subito ciò che si vuole comunicare. L'italica argomentazione con premesse d'esordio è quanto non fare. L'interlocutore si stanca, può non esserci il tempo, bisogna dire tutto subito.
- tempo certo, saperlo gestire concentrando l'intervento nella dimensione offerta
- sviluppo della capacità di saper gestire l'imprevisto. Table Topic sono un po' un esercizio in questa direzione
- avere sempre una scaletta su quanto si vuol dire
- evitare presentazioni con lettura delle slide o con le stesse infarcite di testo. Sono un contorno, un complemento alla proposta non la proposta stessa
- tenere lontano il microfono, banale ma in molti ci cascano con un effetto che, grazie alla respirazione, appare di forte emotività
- controllare il linguaggio del corpo
- rallentare nell'argomentazione creando un effetto sorpresa
Prendere confidenza con la platea, avere il coraggio di esprimersi incrociando lo sguardo di centinaia di persone e, permettetemi, "godere" dell'essere al centro dell'attenzione.
Il segreto del ben parlare è l'essere rilassati tendendo a non patire del pubblico; poterlo fare in un contesto simulato è per me ideale.
Qualche riserva mi rimane nell'utilizzo di tecniche.
Ho il dubbio esternato che si appaia costruiti, non naturali, quasi recitanti.
Mi è stato risposto che non c'è nulla di più naturale di una tecnica ben acquisita, behh mi toccherà approfondire!
Dario Ferrigato,
Consulente in marketing strategico, Senior consultant di ADVBOUCLE Strategic Minds
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