Uno degli ultimi eventi della Fondazione Altagamma ha visto un importante focus sul Brasile.
Dati interessanti e autorevoli quelli riportati: Bain&Co e GFK-Eurisko.
Si parte da un paese in crescita di cui come valutazione macro-economica sottolineo un dato su tutti: "...l’84% ritiene che la propria situazione finanziaria è destinata a migliorare nei prossimi 12 mesi...". La palese attivazione del circolo virtuoso della crescita.
Quindi, con fiducia, propensione ai consumi che si si traducono in una forte domanda di beni di lusso.
Mi permetterete un altro significativo dato: il Brasile come uno dei paesi al mondo con il più alto numero tra ultra-milionari, milionari e classi agiate.
Un "difetto" etico ed in parte macro-economico, ma sicuramente uno sterminato terreno per i prodotti del lusso di cui il ns paese è valido rappresentante.
Ma come sempre più accade una dimensione glocal che devono assumere i brand internazionali della moda.
5 cluster socio economici portatori di peculiari istanze, come ben identificato dalla ricerca Bain&Co:
- i "nativi" che stanno approcciando ora i brand internazionali
- coloro che hanno goduto della dimensione estera e che quindi si confrontano con naturalezza con i brand del lusso
- le seconde generazioni che con uno spirito fusion, contaminano gusto brasiliano con lusso internazionale
- il consumo generale che è femminile al 75%
- le agiate coppie di professionisti senza figli che ambiscono alla materialità del bene di lusso
Il tutto, in tipico retaggio brasiliano, condito con tanto colore.
Brasile per concludere come grande opportunità ma da comprendere con ancor più mirate ricerche.
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