27 Jul 2010

GEOMARKETING: SPARARE NEL MUCCHIO O CERCARE DI “MIRARE”?

Va molto di moda, in questo periodo, Foursquare, un’applicazione per la Geolocalizzazione che si sta diffondendo anche in Italia.
Grazie a Foursquare, gli utenti possono indicare dove si trovano, ed opzionalmente inserire consigli per altre persone che visitino il posto in un momento successivo.

Non vogliamo in questa sede analizzare l’applicazione, ma solo un eventuale uso che se ne potrebbe fare dal latoMarketing, sfruttando la possibilita’ di raggiungere direttamente le persone che si trovano nelle nostre vicinanze.

Un esperimento del genere era stato provato, qualche tempo fa, da Luca De Felice, che utilizzato i Tips di Foursquare per segnalare ai visitatori di alcune librerie che il suo libro era acquistabile anche online, qualora fosse esaurito in libreria.
Questo esperimento non ha avuto i risultati desiderati, e noi qui vogliamo cercare di capire come sfruttare meglio le potenzialita’ di Foursquare in un’ottica di Marketing non invasivo, che non sembri il classico “manifesto pubblicitario” ma qualcosa di meglio “tagliato” per l’utente dell’applicazione.

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Elena Franco, Team Manager BuzzTrainers®

27 Jul 2010

SE PARLANO I CONSUMATORI...

"Consumers have always valued opinions expressed directly to them. Marketers may spend millions of dollars on elaborately conceived advertising campaigns, yet often what really makes up a consumer’s mind is not only simple but also free: a word-of-mouth recommendation from a trusted source"

Dal McKinsey Quarterly, il primo periodo di "A new way to measure word-of-mouth marketing".
Proposto perchè rappresenta una delle mie profonde convinzioni sul marketing moderno.

"As online communities increase in size, number, and character, marketers have come to recognize word of mouth’s growing importance"
Per continuare con le citazioni ma stando su concetti spero assodati.

Più avanzata la classificazione del passaparola: 
Experiential, Consequential, Intentional.
Io sono per la massima naturalità del fenomeno e quindi per quello figlio dell'esperienza d'uso. Questo quantomeno è quello efficace nelle decisioni di acquisto.
Il buzz generato da una campagna può essere visto come volano di una azione ben riuscita ma non fa altro che promuovere una affermazione di comunicazione non terza.
Non ho mai negato il mio scetticismo sull'indotto.
 
...anche le aziende devono partecipare, per mantenere la promessa del titolo.
Grazie al web. Il web e in particolare le potenzialità 2.0 non sono un canale.
Sono interazione, confronto.
Sono come tali portatrici di un linguaggio di comunicazione più diretto, più vero, meno istituzionale. 
Sono confronto alla pari sulla vera ed unica cosa che deve fare una azienda: la sua proposizione di valore al mercato.
 
Sono la fine del barricarsi nella difesa di un brand con frasi del tipo: sa noi siamo ..., non  possiamo permetterci...
Se il vs brand non parla, tanto saranno le persone a parlare di lui.
 
I rischi ci sono ma sono di più quelli che vengono dal chiudersi, nascondendosi dalle conversazioni dei mercati.
Facciamo grandi prodotti e poi confrontiamoci con i consumatori, nulla avremo da temere.
Il dado è tratto, sta a noi accorgercene!

 

 
6 Jul 2010

IL PROBLEMA DEL MARKETING FACILE...

Il problema del web marketing ed in generale del marketing e' la gran 
confusione che ruota attorno ad esso... 
Per due motivi:

1. in genere per "fare marketing" le barriere all'ingresso sono molto 
basse, un pc connesso al web e qualche idea diversa...poi "farlo 
funzionare" veramente e' un altro paio di maniche

2. il calcolo dei ritorni e' sempre o troppo facile o spaventosamente 
difficile, nel primo caso ci si aspetta da un'azione, una reazione, 
nel secondo ci si nasconde dietro la mitica frase "...e' da pensare a 
medio periodo"

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Simone Lovati, Partner ADVBOUCLE Strategic Minds

6 Jul 2010

MONITORARE IL TUO BRAND SUI SOCIAL MEDIA

Se ieri, online, si parlava della strategia di monitoraggio di Gatorade, oggi abbiamo trovato un articolo molto piu’ generico:
http://www.testato.it/social-media-branding-come-monitorare-il-tuo-brand/

Le metodologie di Monitoraggio descritte nell’articolo, sono sostanzialmente tre:

  1. Ricerca su Facebook
  2. Aggiornamenti Google in tempo reale
  3. Google Alert

E se e’ pur vero che questi strumenti consentono di tenere sott’occhio cio’ che viene detto online di un brand, noi (per esperienza) possiamo dirvi che non e’ sufficiente, e che soprattutto a voi Aziende prende troppo tempo.

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Elena Franco, Team Manager BuzzTrainer®

6 Jul 2010

AZIENDE E SOCIAL MEDIA: PERICOLO, SPESA O INVESTIMENTO?

Corre l’anno 2010, il mondo sta cambiando, ma talvolta sembra che le Aziende se ne rendano poco conto.
E cosi’ capita che, all’alba del 2010, in pieno “nuovo millennio”, si ricevano noiose telefonate a casa da parte di call center (sempre durante l’ora di cena), piuttosto che costosissime brochure inviate tramite posta convenzionale.

Insomma, soldi che le aziende spendono per raggiungerci, per farci sapere che esistono e che hanno prodotti da offrirci, ma che molto spesso portano a contattarci nei momenti e nei modi meno opportuni (state per chiudere per ferie quando vi arriva l’offerta, limitata nel tempo, di mobili per ufficio… e finisce diretta al macero).
Pensandoci bene, risulta chiaro che questo invio massivo di materiale cartaceo non e’ dannoso solo per l’ambiente (pensate a quanti alberi vengono abbattuti per stampare le suddette brochures), ma anche uno spreco di soldi (nessuno stampa gratis).

Ormai siamo pero’  talmente abituati a questo sistema di fare Marketing che forse non ci facciamo nemmeno piu’ caso.
Non ci fermiamo a pensare che, sui Social Network, persone ed aziende descrivono le loro vite.
Non ci fermiamo a riflettere sul fatto che, ascoltando, ed interagendo direttamente, riusciremmo (tutti) ad avere un migliore “timing“.

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Elena Franco, Team Manager BuzzTrainers®

22 Jun 2010

Nell’era dell’informazione, come sono gestite le vostre informazioni?

C’è un interessante paradosso generato dalle tecnologie che costituiscono il web sociale:  se da una parte gli utenti dicono fin troppo di se stessi sulla rete dall’altra le aziende lo fanno troppo poco.

Naturalmente ci sono una serie di spiegazioni legate ai timori, giustificabili, dei manager nell’esporsi sul web, paure che ho provato a esorcizzare attraverso la divulgazione con questo blog e tramite uno dei miei ultimi e-book

Tuttavia io vedo anche un altro aspetto, molto concreto e per questo mai trattato da chi discetta dei massimi sistemi: l’informazione in azienda è realmente disponibile a tutti e facile da gestire?

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Gianluigi Zarantonello
, Member of ADVBOUCLE Marketing Consultants Network 

22 Jun 2010

Parrucchiere e social media: un caso di successo low cost

La cosa bella dei social media è che costano pochissimo (praticamente solo il tempo che vi si dedica) e che sono potenzialmente adatti a qualunque azienda, anche alla più piccola.

Vediamo come questo salone di parrucchiere di Seattle, Emerson, usa la rete e i social media. Innanzitutto, c'è un blog che funziona come "vetrina"; ogni "stylist" ha il suo profilo descrittivo che rivela la sua esperienza, talento e personalità. Ovviamente c'è una pagina Facebook con oltre 1000 fan, un profilo Twitter e uno Yelp (sito di recensioni).

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Cristina Mariani, Member of ADVBOUCLE Marketing Consultants Network

 

22 Jun 2010

ROI NEL SOCIAL MEDIA

Qualche giorno fa mi sono trovata a leggere questo articolo, che mi e’ “passato davanti” su Twitter.

Quando si parla con un cliente (o potenziale tale) di Social Media, la prima cosa che il cliente pensa e’ “un’altra perdita di tempo”, e visto che “il tempo e’ denaro”, si informa, immancabilmente, sul ROI che puo’ avere da una campagna sui Social Media.

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Elena Franco, Team Manager BuzzTrainers®

 

15 Jun 2010

A volte Facebook non basta…

Al giorno d'oggi essere trovati dai propri potenziali clienti è sempre più difficile, sia nel caso in cui il vostro settore operativo sia particolarmente ‘inflazionato’, sia nel caso in cui vi occupiate di un settore di nicchia. 
Nel primo caso infatti la battaglia per un buon posizionamento in Google e per avere visibilità è difficile da vincere, mentre nel secondo caso è difficile immaginare cosa i vostri potenziali clienti cercheranno. 

E con il crescente utilizzo dei Social Network (Facebook, Twitter, etc...) la situazione è ancora peggiore, dal momento che i consumatori si fidano per natura più dei consigli dei propri ‘amici’ che non di pubblicità che possono vedere in televisione piuttosto che sui Social Media stessi. 
Si tratta del classico passaparola, che da sempre è il miglior modo per farsi conoscere sul mercato, ma che oggi assume un'importanza sempre maggiore, e da ‘chiacchiera da bar’ confinata in ambienti ristretti, passa ad essere pubblica, con diffusione potenzialmente ‘worldwide’, grazie ai Blog, e ai Social Network dove i consumatori possono scambiarsi opinioni in assoluta libertà e senza restrizioni.
 
In questa situazione, in cui i consumatori sono impegnati a parlare tra loro dei vostri prodotti, e sono circondati da troppi siti di informazione relativi anche ai propri interessi personali, farvi notare e farvi trovare è sempre più difficile. 
E non basta una pagina su Facebook a rendervi visibili ai vostri potenziali clienti, bisogna infatti portarceli anche ‘dentro’, e creare ‘engagement’, farvi conoscere per quello che siete, non solo per le caratteristiche dei vostri prodotti e servizi.

Ma se i consumatori per primi possono incontrare difficoltà nel trovare voi, anche voi incontrerete le medesime difficoltà nel trovare loro.
Internet e i Social Media sono infatti un terreno vastissimo, e anche il miglior software avrà difficoltà nel filtrare il segnale dal rumore, nell'individuare con certezza i vostri potenziali clienti e le opportunità di ‘engagement’ che potrebbero migliorare la visibilita' e soprattutto la percezione che i consumatori hanno di voi e del vostro brand. 

Per questa ragione è nato BuzzTrainers®, un servizio di ADVBOUCLE Strategic Minds, che mette al vostro servizio delle persone reali, che hanno esperienza di vita su Blog e Social Media, e che sapranno quindi aiutarvi ad individuare le conversazioni più interessanti per voi, suggerendovi al tempo stesso come interpretare e gestire le suddette conversazioni. 

Elena Franco, Team Manager BuzzTrainers®, ADVBOUCLE Strategic Minds

14 Jun 2010

La Lead generation e la Regola del 45

James Obermayer nel suo libro “Managing Sales Leads: Turning Cold Prospects into Hot Customers” (2007) sostiene che esiste una regola fondamentale con la quale si può misurare l’efficacia di qualsiasi programma di Lead generation 

  

Managing sales leads 

Questa regola, che è stata individuata da alcuni studiosi e poi verificata sulla base di numerose indagini, viene chiamata da Obermayer la Regola del 45.

Secondo questa regola, valida per la maggior parte dei prodotti B-to-B, il 45% di tutti gli inquiries – persone che hanno dimostrato un moderato interesse nel prodotto della tua azienda, richiedendo informazioni – comprerà il prodotto da qualcuno. La percentuale di questo 45% che comprerà il tuo prodotto o servizio è uguale alla tua quota di mercato.


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Marino Fadda, Member of ADVBOUCLE Marketing Consultants Network

ADVBOUCLE Strategic Minds

Siamo una società di consulenza in marketing strategico fatta di persone, esperte, conosciute e con un network di conoscenze straordinario cross-culturale e cross-settoriale.

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