8 Sep 2010

Marketing e vendite sempre più integrate

Vi segnalo questo interessante articolo del blog di David Meerman Scott, autore del libro "The new rules of marketing and PR", che mi trova d'accordo; con le nuove regole date dall'avanzare di Internet nelle relazioni commerciali, marketing e vendite devono sempre più andare d'accordo e interfacciarsi quotidianamente. L'ideale sarebbe che i "markettari" avessero anche qualche responsabilità di vendita e che i commerciali si tenessero aggiornati sulle nuove tecnologie e sulle relative porte che esse aprono.

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8 Sep 2010

Costruirsi una social media identity, questione di pianificazione!

Quando si decide di affrontare la questione Social Media Strategy, spesso si pensa solo alla parte di Social Media Marketing, la più evidente e quella che dovrebbe portare più “conversioni” e quindi un maggiore ritorno economico.
Spesso però ci si dimentica che, soprattutto in ambito Social Media, è necessario costruire una propria Social Media Identity.

Bisogna infatti decidere non solo quali strumenti utilizzare tra i tantissimi disponibili, ma anche come utilizzarli.
Una traccia che può guidarci nel processo la fornisce Mattia Lissi, suggerendo, come prima cosa, di guardarsi intorno.
Insomma, farsi un’idea di come altri operatori del nostro settore utilizzino i Social Media, di dove potremmo trovare i nostri potenziali clienti e soprattutto di come potremmo noi fare meglio dei nostri concorrenti.

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Elena Franco, Team Manager BuzzTrainers

 

8 Sep 2010

Social media, progetti, fallimenti...

Capita che questo sia l'epilogo.

La storia: l'azienda si affaccia ai social media, formula progetti che non mantengo le aspettative riposte.

Non mi trovo in una fase depressiva da strumento social ma solamente rifletto stimolato dall'opportuna discussione posta da Matteo Borsacchi nel gruppo WOMMI Lab.

Perché falliscono i progetti sui social media? La precisa domanda che riprende il titolo di un bel post apparso sul blog del Tagliaerbe.

Vi riporto le cause di fallimento nella mia esperienza più frequenti, tra quelle individuate dal Brand Science Institute di Amburgo:
  • le aziende non hanno una chiara strategia riguardo i social media
  • paragonano le performance dei social media con quelle dei media tradizionali
  • pensano che i social media siano un media buy (qualcosa che si può semplicemente acquistare, come un banner pubblicitario)
  • non hanno idea di come gestire una forte reazione negativa proveniente dai social media
In termini pratici intraprendono i social media come quasi un dazio frutto della modernità tecnologica.
Allocano parte del budget di comunicazione per completezza nei media scelti, una sorta di diversificazione degli investimenti.
Nessuna strategia, valutazioni standard degli effetti e quindi giudizio negativo.

Ancor di più: approccio superficiale o per non volontà di approfondimento o per paura dello stesso.
Cioè o non si ha la volontà di capire o peggio quando la si ha si indietreggia di fronte alle difficoltà provenienti dal confronto.
Una superficialità per approccio o indotta che spesso è la causa degli insuccessi.

Dario Ferrigato, Consulente Senior ADVBOUCLE Strategic Minds

 

3 Sep 2010

[Strategy To Run It] La prima cosa da fare se avete un'idea

Se pensate ad un modello di business, ad una strategia di mercato, ad un'idea fantastica...prima di qualsiasi altra cosa, prima di presentazioni, business plan e pagine di testo, grafici, indagini, buttate giù uno schizzo di come pensate possa funzionare

Fatelo a mano, "sulla carta del prosciutto", "su un tovagliolo"...dove volete...ma fatelo subito!

Se ci riuscite, vi chiarite le idee...quello è ciò che dovrete tenere a mente, il resto è cartaccia utile solo per farvi pensare un pò più approfonditamente alle cose.

Simone Lovati, Partner ADVBOUCLE Strategic Minds
3 Sep 2010

[Run a new feature] Quando lanciare una nuova funzionalità e come farlo in maniera efficace!

Il mercato consumer ci ha abituato a una relazione semplice quanto fatale:

+ un prodotto ha funzioni -> + è alto il prezzo -> + è di fascia alta

Pensate al mercato della telefonia mobile, dal cellulare schermo B&N senza MMS (è ancora il migliore per telefonare) allo SmartPhone con schermo touch, mp3, radio, gps....etc

Il punto è che più un prodotto ha funzioni, più sostituisce altri prodotti, più costa e grazie ad uno shortcut mentale di tutti, più costa, più funzioni ha, più è di fascia alta.
Il fatto che un prodotto con molte funzioni sia visto come la somma di prodotti è usato addirittura nella presentazione del pricing. Ricordo il lancio del primo Iphone.

Iphone = Phone + iPod + WiFiDevice

ergo il prezzo è conveniente perchè comunque inferiore alla somma dei 3 prodotti acquistati singolarmente!

Il problema è che nella relazione sopra spesso si inverte il senso di lettura, per cui:

+ è di fascia alta -> + è alto il prezzo -> + un prodotto ha funzioni

Per migliorare il proprio prodotto, per alzarne anche le revenue o in alternativa per renderlo più competitivo, differente, allora la prima cosa che si pensa è aggiungiamo nuove funzioni.
Ed in genere ogni collega ha due o tre funzionalità che da sempre vorrebbe aggiungere, se poi chiedete ai clienti, ne troverete a centinaia di idee...
L'area commerciale vi dirà che quella funzione va messa, che siete pure in ritardo perchè la concorrenza è da mesi che ce l'ha...

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Simone Lovati, Partner ADVBOUCLE Strategic Minds

3 Sep 2010

Ricercate nuovi mercati!

Mi faccio introdurre in maniera autorevole da due titoli di articoli comparsi sul sito de IlSole24ORE la scorsa settimana.

Per Scaroni il mondo non è affatto in crisi. "Sono in difficoltà solo l'Europa e mezza America" (sito IlSole24ORE, 27 agosto 2010)

Impregilo: punta a grandi opere in America Latina, Panama, Abu Dhabi  (sito IlSole24ORE Radiocor ore 18:06, 27 agosto 2010) 

Riprendo testualmente l'approfondimento dell'AD di ENI attingendo dal testo dell'articolo: 

"Il mondo non è in crisi. Sta crescendo con un tasso fenomenale: c'è una crisi in Europa e mezza negli USA...Penso che si stai attenuando...ne usciremo più lentamente ma prima se saremo in grado di essere più competitivi con quella parte del mondo che la crisi non ce l'ha".

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Dario Ferrigato, Consulente Senior ADVBOUCLE Strategic Minds

 

3 Sep 2010

Nuove professioni: l'esperto in social network

Nelle bizzarrie dell'offerta informativa estiva mi è capito di leggere che in talune realtà turistiche si sta affermando la professione di esperto in abbronzatura.

Tempi di esposizione, fattori di protezione, formule di idratazione e chissà quali altre dritte che ci potranno giungere dal ns guru della tintarella...

L'esordio un po' scherzoso, forse anche a causa dell'invidia generata dal mio soffrire di eritema solare, mi serve per dissipare ogni dubbio sulla competenza posta in oggetto.
Non si tratta delle "nuove professioni" figlie del momento, trendy e, permettetemi, un po' inventate.

L'esperto in social media è e sarà sempre più necessario alle aziende.
Determinante nelle sue politiche di marketing e comunicazione.

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Dario Ferrigato, Consulente Senior ADVBOUCLE Strategic Minds
25 Aug 2010

[Run Leads] Conquistare nuovi clienti con le alleanze

Ovunque voi lavoriate, la vostra potenzialità nel conquistare nuovi clienti è figlia di questa equazione:
[potenziale di lead generation] = f ( [ eccellenza prodotti ] , [ passaparola] )  + c

Dove per passaparola intendo l' "estensione" della vostra impresa: quanto siete conosciuti, quanto stimati, quanto unici, quanto "chiaccherati"
Non si tratta di un'equazione lineare, perchè il potenziale sale a volte in maniera anche repentina sopra a certi livelli di eccellenza o di unicità, ma a anche perchè il passaparola è spesso a sua volta funzione dell'eccellenza dei vostri prodotti.

Il fattore "c" non rappresenta la componente "fortuna", bensì fattori esterni come la contingenza di mercato.

Tutti i vostri sforzi nel marketing, se ci pensate, sono proprio concentrati su quei due fattori:

  1. come fare meglio degli altri, come essere diversi
  2. come conoscere e farsi conoscere

E' una sfida che vi vede "soli contro tutti", un percorso spesso sconfortante, perchè il marketing è materia ostica, con poche ricette pronte e tanta pratica,...è questione di feeling, più che di forza.

In questa ricerca del meglio, a volte bisogna pensare di non fare tutto da soli, bisogna alzare la testa e  guardarsi attorno, capire chi è già un'eccellenza in quello che si cerca e trovare in lui un valido alleato...e, a mio avviso, occorre farlo come prima cosa, molto prima di decidere di impiegare tempo e risorse per proseguire da soli!

Un alleato può farvi crescere molto più velocemente e potete "ereditare" parte della sua eccelenza... al riguardo vi racconto una storia personale e una case history da manuale:

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27 Jul 2010

GEOMARKETING: SPARARE NEL MUCCHIO O CERCARE DI “MIRARE”?

Va molto di moda, in questo periodo, Foursquare, un’applicazione per la Geolocalizzazione che si sta diffondendo anche in Italia.
Grazie a Foursquare, gli utenti possono indicare dove si trovano, ed opzionalmente inserire consigli per altre persone che visitino il posto in un momento successivo.

Non vogliamo in questa sede analizzare l’applicazione, ma solo un eventuale uso che se ne potrebbe fare dal latoMarketing, sfruttando la possibilita’ di raggiungere direttamente le persone che si trovano nelle nostre vicinanze.

Un esperimento del genere era stato provato, qualche tempo fa, da Luca De Felice, che utilizzato i Tips di Foursquare per segnalare ai visitatori di alcune librerie che il suo libro era acquistabile anche online, qualora fosse esaurito in libreria.
Questo esperimento non ha avuto i risultati desiderati, e noi qui vogliamo cercare di capire come sfruttare meglio le potenzialita’ di Foursquare in un’ottica di Marketing non invasivo, che non sembri il classico “manifesto pubblicitario” ma qualcosa di meglio “tagliato” per l’utente dell’applicazione.

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Elena Franco, Team Manager BuzzTrainers®

27 Jul 2010

SE PARLANO I CONSUMATORI...

"Consumers have always valued opinions expressed directly to them. Marketers may spend millions of dollars on elaborately conceived advertising campaigns, yet often what really makes up a consumer’s mind is not only simple but also free: a word-of-mouth recommendation from a trusted source"

Dal McKinsey Quarterly, il primo periodo di "A new way to measure word-of-mouth marketing".
Proposto perchè rappresenta una delle mie profonde convinzioni sul marketing moderno.

"As online communities increase in size, number, and character, marketers have come to recognize word of mouth’s growing importance"
Per continuare con le citazioni ma stando su concetti spero assodati.

Più avanzata la classificazione del passaparola: 
Experiential, Consequential, Intentional.
Io sono per la massima naturalità del fenomeno e quindi per quello figlio dell'esperienza d'uso. Questo quantomeno è quello efficace nelle decisioni di acquisto.
Il buzz generato da una campagna può essere visto come volano di una azione ben riuscita ma non fa altro che promuovere una affermazione di comunicazione non terza.
Non ho mai negato il mio scetticismo sull'indotto.

...anche le aziende devono partecipare, per mantenere la promessa del titolo.
Grazie al web. Il web e in particolare le potenzialità 2.0 non sono un canale.
Sono interazione, confronto.
Sono come tali portatrici di un linguaggio di comunicazione più diretto, più vero, meno istituzionale. 
Sono confronto alla pari sulla vera ed unica cosa che deve fare una azienda: la sua proposizione di valore al mercato.

Sono la fine del barricarsi nella difesa di un brand con frasi del tipo: sa noi siamo ..., non  possiamo permetterci...
Se il vs brand non parla, tanto saranno le persone a parlare di lui.

I rischi ci sono ma sono di più quelli che vengono dal chiudersi, nascondendosi dalle conversazioni dei mercati.
Facciamo grandi prodotti e poi confrontiamoci con i consumatori, nulla avremo da temere.
Il dado è tratto, sta a noi accorgercene!

Dario Ferrigato, Senior Consultant ADVBOUCLE Strategic Minds

ADVBOUCLE Strategic Minds

Siamo una società di consulenza in marketing strategico fatta di persone, esperte, conosciute e con un network di conoscenze straordinario cross-culturale e cross-settoriale.

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