Brand management ai tempi del web 2.0

Scrivo di getto dopo la lettura di un articolo proposto su FriendFeed da Luigi Centenaro.

Si tratta di un contributo proveniente dal sito di Ninja Marketing dal titolo:

Ne parafraso un pezzo:

"Quindi, ricapitoliamo: la strategia per rispondere alle critiche NON DEVE:

  • Riempire il post di commenti, con vari nickname, difendendo la reputazione del marchio;
  • Per sicurezza, fare pressione al blog provider affinché oscuri la pagina;
  • Pubblicare una lettera aperta (dopo la censura), dal tono tra il bonario e l’offeso, per mettere le cose a posto una volta per tutte"
Vi rimando al pezzo veramente illuminate e mi limito a sottolineare un atteggiamento.

Le aziende devono "scendere" nelle conversazioni, confrontarsi apertamente con i clienti.
Il brand non è più solo nelle vs mani, vive dell'interazione tra i consumatori e li si plasma dei suoi valori più di quanto possa mai fare ogni associazione brand-testimonial.

Barricarsi, censurare, limitare...non serve anzi fa peggio!

In una informazione che circola ogni arginamento produce maggiori sconfinamenti.

Parliamo tanto ne parlano.

Dario Ferrigato,
Consulente in marketing strategico, Senior consultant di ADVBOUCLE Strategic Minds
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Quando la confezione racconta una storia

Forse penserete che sono fissata con il packaging, e in un certo senso è vero.

Una bella confezione, ben impostata, che incuriosisce, ispira simpatia e comunica con efficacia il PERCHE' dovrei comprare un prodotto, mi attira come "esperta" di marketing e come consumatrice.

Ecco un esempio perfetto:6a00d8345250f069e201310f6257ae970c-800wi

Si tratta di una crema per le mani. Roba semplice, basica, di uso quotidiano. Niente di speciale. Ma guardiamo con attenzione:

il nome, Skintuary, è un gioco di parole tra Skin (pelle) e Sanctuary (santuario). Un posto dove si santifica e glorifica la pelle. Sì, è vero, si mischia un po' il sacro con il profano, ma con grazia. E il messaggio è: cura, dedizione e  qualità.

Sappiamo che il prodotto è venduto in profumerie di alto livello (posizianamento canale preciso), destinato ad una clientela femminile, e si vuole che trasmetta un senso di pulizia ed eleganza.

Vediamo che la confezione rispetta perfettamente questo posizionamento (scelta prodotto/mercato).

Leggi qui l'intero articolo.

Cristina Mariani
Member of ADVBOUCLE Mktg Consultants Network
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E se le aziende di successo fossero quelle con la testa nelle nuvole?

Sapete bene che secondo me la tecnologia non può essere ciò che guida la strategia di un’azienda (sui social media e in generale) ma deve essere al servizio di una visione senza condizionarla, come invece di solito capita.

immagine tratta da Sevensheaven.nl

 

Mi piace però evidenziare come anche il mondo dell’informatica stia andando verso la logica della nuvola (come sarebbe pù corretto definire il cosiddetto web 2.0), questo post infatti è stato ispirato dalla lettura di un articolo in cui Steve Ballmer parlava dei progetti Microsoft sul Cloud Computing.

La virtualizzazione e l’ubiquità infatti sono uno dei fattori che stanno determinando la nascita di unmondo sempre più ipertestuale dove il tipo di device ha un’importanza relativa rispetto al contenuto che veicola e all’uso che se ne fa.

Read the full article here

Gianluigi Zarantonello 
Member of ADVBOUCLE's Marketing Consultants Network

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[CONCEPT STORE Seminar] Non vendiamo prodotti, vendiamo sensazioni

Pubblico un primo video del mio intervento al Concept Store Seminar tenuto a Fermo nelle Marche con tutte le imprese calzaturiere e non del territorio...una bella iniziativa organizzata da Promindustria a cui va il mio caloroso ringraziamento!

La shopping experience non è una novità, fa parte della nostra natura, proviamo sempre qualcosa ad ogni acquisto...

Partner
ADVBOUCLE Strategic Minds
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Panta rei, la liquidità e il brand adattivo

Eraclito lo aveva capito qualche “giorno” fa. Tutto scorre, tutto è in cambiamento e, come direbbe Baumanchi si ferma è perduto.

Il brand è sempre stato considerato quell’elemento del marketing che doveva dare sicurezza e stabilità. L’affiliazione al marchio, per molto tempo, è stato l’unico elemento di certezza in un contesto sociale altamente mutevole e questa sua caratteristica è alla base del successo di molte realtà aziendali.

Nella cultura dell’usa e getta, questa certezza è minata. La fidelizzazione del cliente al marchio è diventata un mito, tanto che le politiche di customer retention si configurano quasi sempre come sequestro di persona. Provate a guardare il vostro contratto di telefonia mobile alla voce “Recesso anticipato”: chiunque troverà più conveniente attendere la naturale scadenza, piuttosto di recedere anticipatamente.

Read here the full article

Simone Favaro, Member of Marketing Consultants Group

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Risposta pubblica all'amico/collaboratore Simone Lovati...

Dopo un confronto serale su organigrammi, persone e loro motivazioni Simone mi propone il seguente riferimento:


Voglio rispondergli pubblicamente in quanto penso che le questioni alla base siano comuni a molte aziende.
Ancor meglio: non tanto una risposta quanto una totale condivisione e alcune mie immancabili osservazioni.
La questione di fondo è la motivazione.

Vi ripropongo l'About this talk offerto da TED sul loro sito:

"Dan Pink, analista di percorsi professionali, esamina il complesso problema della motivazione, cominciando da un fatto che gli esperti di scienze sociali conoscono ma che la maggior parte dei manager ignora. Le ricompense di tipo tradizionale non sono sempre così efficienti come si pensa. Ascoltate queste storie illuminanti -- e magari fatene tesoro."

In sintesi: i meccanismi di stimolo classico non servono + ed anzi possono essere deprimenti.

Leggi qui l'intero articolo.

Dario Ferrigato,
Consulente in marketing strategico, Senior consultant di ADVBOUCLE Strategic Minds
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Un nuovo ruolo per il centro media


Non si può riflettere compiutamente sull'evoluzione dell'industria della comunicazione di impresa senza un tentativo di comprendere i processi di cambiamento in atto dei suoi diversi attori e sulle logiche che stanno modificando strutturalmente la sua catena del valore.

Dopo aver esposto in diversi miei post alcune riflessioni del tutto personali sul futuro delle agenzie di pubblicità, torno a ragionare sull'impatto che i cambiamenti in atto stanno avendo sui modelli di offerta del centro media.

Ho lavorato tra la fine degli anni 90 e l'inizio del nuovo secolo in un centro media specializzato nei media digitali e osservo con non troppo stupore che il panorama mediale di allora era profondamente diverso da quello odierno.

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Il Cliente al centro...la grande opportunità delle conversazioni online

Ogni volta che sento qualche Cliente parlarmi di come vorrebbero mettere al centro il Cliente, mi viene in mente Giacobazzi e il sabione di Mediolanum (vedi video min. 4:30 approx)... 

Ora, se volete veramente che il Cliente sia al centro di tutto, invece che pensare già a come comunicarlo, pensate a come diavolo farlo...perchè non è così facile!
La realtà è che la maggior parte delle organizzazioni sono "isolate" dal Cliente, è paradossale lo so, ma vi ricordo che per molti i Clienti sono ancora un target, prima che delle persone.
Se state pensando a quanto sarebbe bello (non semplicemente furbo) mettere al centro il Cliente, quanto riuscireste a migliorare, non partite dal fondo, ma dall'inizio...
Pensate alla vostra attività di ricerca e sviluppo: i Clienti li ascoltate? Li osservate online?
Pensate poi alla produzione, alla vendita, al marketing, al post-vendita....le persone possono darvi un punto di vista differente, possono stimolarvi. Ma dovete aprire porte e finestre, saper ascoltare, che non significa organizzare un focus group in cui la maggior parte delle persone faranno finta di essere un target in cambio di buoni benzina (non me ne vogliano gli amici dei focus...sapete a cosa mi riferisco!)
Il web e le conversazioni online sono una grande occasione per realizzare strategie di customer centric VERE, ma ad una condizione:

"Non pensate di mettere al centro il Cliente! Mettetevi voi attorno a lui!"...ma sul serio, però, non solo nello spot in TV

Partner
ADVBOUCLE Strategic Minds
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3 consigli per creare un piano di incentivi per le vendite che funzioni!

  1. See the big picture, non pensate semplicemente all'obiettivo di oggi, ma all'intero eco-sistema, se variate qualcosa ci saranno riflessi su un sacco di altre cose, prevedete su quali e disegnate i possibili scenari....
  2. Be super simple, gli incentivi sono come le medicine più ne usate in contemporanea e più potete soffrirne gli effetti collaterali.
  3. Be honest with yourself. Gli incentivi son solo degli stimoli, possono spingere le persone a fare una cosa piuttosto che un'altra, ma non fanno miracoli. Pensate bene se quello che volete ottenere sia veramente legato all'entusiasmo delle persone o se necessiti di altro, magari dela soluzione di problemi più ampi.

Simone Lovati
Partner
ADVBOUCLE Strategic Minds

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Social media strategy: una checklist per valutare come e quando operare sul web 2.0

E' di moda... è una gran moda: FORRESTER vaticina che il settore dei social media avrà un incremento medio del 35% nei prossimi 5 anni.
Qui offriamo la nostra mini-guida, utile a tutte le aziende che si stiano interrogando se è il caso di fare un investimento su questo terreno.

La premessa: il maggiore investimento non è tanto monetario, quanto di tempo. Perchè media sociale vuol dire venir fuori dalla logica del broadcasting e della comunicazione a 1 via per intraprendere il cammino dell'ascolto e della conversazione. Profetico fu il testo CLUETRAIN MANIFESTO: i mercati sono conversazioni.
Non fatevi influenzare dalla moda e dall'apparente semplicità di occupare uno spazio su Facebook, Myspace o altro media sociale di successo. Sarà utile forse registrare su queste piattaforme il proprio brand name prima che lo faccia qualche furbo, ma compiuto questo passo è il caso di elaborare la propria strategia.
A: chiedersi perchè. Perchè dovreste avviare un progetto di comunicazione e interazione sui social media? Ê lì che si trova il vostro pubblico? O rappresenta piuttosto un modo per entrare in contatto con un nuovo segmento di clienti? Evitate di farlo perchè lo fanno anche gli altri. Cercate di capire dove sta il vostro vantaggio. E quale sarà la creazione di valore per il vostro pubblico di riferimento.

Il primo corollario sarà:

  1. Chi sono le persone cui ci rivolgiamo?
  2. Quali sono i "non-luoghi" che frequentano?
  3. In quali conversazioni sono coinvolte?
  4. E' opportuno unire la nostra voce a questa conversazione?

B: chiedersi come. Soprattutto, come vi guadagnerete il rispetto in un luogo dove la comunicazione sfugge al vostro controllo ed il potere è nella voce dell'Onda Anomala,  come vi presenterete al vostro pubblico,  se vestirete il frac o il completo adatto ad un casual friday. Le persone cui vi rivolgete sono sostanzialmente dei "creatori" cui poter demandare/delegare la produzione di contenuti di valore, o piuttosto sarà vostra responsabilità postare, supportare, ascoltare, e di nuovo parlare, moderare, indirizzare?

See the full article at http://crmitalia.blogspot.com/2009/12/social-media-strategy-una-checklist-per.html

Armando De Lucia
Member of ADVBOUCLE's Marketing Consultants Network

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ADVBOUCLE è una società di consulenza in marketing strategico fatta di persone, esperte, conosciute e con un network di conoscenze straordinario cross-culturale e cross-settoriale.

Si distingue dalle tipiche società di consulenza, che solitamente ha partners, manager e consulenti fortemente specializzati in un settore, perchè ha costruito nel tempo un team di consulenti provenienti da tutto il mondo e con specializzazioni molto diverse.

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